1927 - Die Hose

Tutti i film del ventennio del ventesimo secolo.

1927 - Die Hose

Messaggiodi Parnassus il gio gen 27, 2011 8:48 pm

Die Hose - 1927

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Titolo Originale:.Die Hose
Genere:...........Commedia
Produzione:.......Germania 1927
Durata:............86'
Regia:.............Hans Behrendt
Cast:..............Werner Krauss, Jenny Jugo, Rudolf Forster, Veit Harlan, Christian Bummerstedt, Olga Limburg
Colore:............No
Audio:.............No

Trama

Un film allo champagne ‘extra-dry’,” proclamò il critico di Film-Kurier Willy Haas. E quello champagne piacque molto anche alle platee tedesche: la commedia di Hans Behrendt basata sulla farsa di Carl Sternheim del 1911 riscosse infatti un notevole successo di pubblico e di critica. Il titolo fa riferimento al capo di biancheria intima indossato e perduto da una pudica mogliettina interpretata da Jenny Jugo: un’ovvia attrattiva per gran parte del pubblico. Anche se a suggellare il divertimento generale fu piuttosto Werner Krauss, nel ruolo del marito piccolo borghese della Jugo – punto focale della satira sociale e politica contenuta nella pièce di Sternheim.Theobald Maske è il tipico burocrate di mezza tacca di un piccolo principato tedesco. Sequenza dopo sequenza, si definisce la vuota routine della sua giornata. Le abluzioni del mattino. L’arrivo in ufficio. La totale inattività, tranne il controllo dell’orologio e la compiaciuta attenzione per i propri baffi. Suona il mezzogiorno. Cerimonia di scartamento e consumo del pranzo preconfezionato. E di nuovo la totale inattività... Il piccolo burocrate delineato con grande meticolosità da Krauss, (diversissimo qui dalla sua incarnazione del Dr. Caligari nel film di Robert Wiene) era il tipo di personaggio che scatenava l’ilarità del pubblico – che rideva di lui o con lui – magari con qualche sospiro di nostalgia per il vecchio ordine prebellico. Herbert Ihering nel Berliner Börsen-Courier paragonò il Theobald Maske di Krauss a una caricatura della classe dirigente di George Grosz, sostenendo che Krauss era un attore cui si aprivano infinite possibilità nell’ambito del cinema tedesco. Il critico non poteva certo prevedere la partecipazione di Krauss in Jud Süss [Süss l’ebreo 1940] (il cui regista Veit Harlan appare qui nel ruolo del barbiere ebreo Mandelstam) e in altri film di propaganda nazista che seguiranno.Il sapiente controllo della gestualità e del ritmo da parte di Behrendt sono alla base del successo di Die Hose. Ma lo champagne non sarebbe stato altrettanto frizzante senza il lavoro di Franz Schulz, il futuro scrittore dei film operetta sonori della Ufa. Schulz sfrondò svariati motivi e caratterizzazioni della farsa di Sternheim per trarne uno script gioiosamente cinematografico. Siegfried Kracauer, nel suo From Caligari to Hitler (1947) [ed. it. Dal Gabinetto del dottor Caligari a Hitler, 1954] lo definì “Uno dei migliori film dell’epoca” – e Kracauer non era certo un uomo dai gusti facili. – GEOFF BROWNHans Behrendt (Berlino, 1889-1942?, Auschwitz?) cominciò la sua carriera come attore di teatro, e de****ò nel cinema interpretando il ruolo di un becchino in Maria Magdalene (1919), diretto dal suo amico Reinhold Schünzel. In collaborazione con Bobby E. Lüthge, scrisse sceneggiature per Schünzel e Urban Gad; e, per Arsen von Cserépy, le quattro parti di Fridericus Rex (1920-1923) – il primo di una lunga serie di film tedeschi con Otto Gebühr nel ruolo del re prussiano, molto popolari presso i partiti di destra e nei circoli antirepubblicani. Scrisse divertenti commedie di routine anche per Richard Eichberg, Friedrich Zelnik, e altri, e adattò classici teatrali quali Ein Sommernachstraum (A Midsummer Night’s Dream) da Shakespeare e Wallenstein da Schiller. Diresse il suo primo film nel 1920 (Die Boxerhanne), ma conquistò una posizione di grande prestigio solo dopo Prinz Louis Ferdinand e Die Hose nel 1926-27. Si guadagnò la fama di “regista di attori”, e di specialista in argomenti prussiani. I primi film sonori di Behrendt furono deboli remake di grandi successi del muto, quali Kohlhiesels Töchter (1930) con Henny Porten, la star dell’originale di Lubitsch del 1920. Girò anche un remake della versione cinematografica del dramma di Büchner Danton con Fritz Kortner.Subito dopo il suo popolare heimatfilm, Grün ist die Heide, Behrendt completò altri due lavori prima che i nazisti lo costringessero ad emigrare in Spagna. Dove riuscì a girare un solo film – una versione della popolare zarzuela Doña Francisquita (1934). Ma la cattiva sorte infierì su di lui. Nel 1936, allo scoppio della guerra civile spagnola, riparò a Vienna. Lì venne licenziato dal set di Fräulein Lilli per i conflitti sorti con la star ungherese del film, Franciska Gaal. Nel 1938, al momento dell’annessione nazista dell’Austria, cercò rifugio a Bruxelles, dove, rifiutandosi di partire di nuovo, rimase fino al 1940, quando, dopo un bombardamento tedesco della città, venne arrestato dalla polizia belga. I tentativi di procurargli un visto per gli Usa arrivarono troppo tardi: dopo due anni d’internamento in un campo francese, a Vichy, il nome di Behrendt venne iscritto nella lista dei deportati del convoglio Parigi-Auschwitz del 14 agosto 1942. Del suo arrivo ad Auschwitz non è rimasta documentazione.(Estratto da CineGraph)

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